PD nazionale

Per un NO deciso e motivato

GLI IMPAVIDI VOTANO NO! deciso e motivato. NO! a una modifica che, usando la retorica del miglioramento dell’accesso alla giustizia, finisce in realtà per indebolire la magistratura nell’equilibrio con gli altri poteri della democrazia.

Questa proposta mortifica il Parlamento, il cui lavoro su una materia così complessa avrebbe potuto portare a un risultato davvero utile per tutte e tutti. Invece si preferisce spingere il Paese verso un giudizio referendario opaco, divisivo e costoso, che rischia di semplificare eccessivamente un tema che meriterebbe un confronto più approfondito e responsabile nelle sedi istituzionali.

Nel frattempo, i problemi reali che molti cittadini e cittadine incontrano nell’accesso alla giustizia restano completamente irrisolti. I tempi dei processi, la carenza di risorse, le difficoltà strutturali del sistema giudiziario non vengono affrontati da questa riforma, che non interviene sulle cause concrete delle disfunzioni.

Così facendo, la modifica costituzionale finisce per indebolire la democrazia stessa, che è la condizione indispensabile per contenere le disuguaglianze e rimuovere gli ostacoli che i poteri forti possono erigere.

SoloLa mia è un NO deciso e motivato. È un NO a una modifica che, usando la retorica del miglioramento dell’accesso alla giustizia, finisce in realtà per indebolire la magistratura nell’equilibrio con gli altri poteri della democrazia.

Questa proposta mortifica il Parlamento, il cui lavoro su una materia così complessa avrebbe potuto portare a un risultato davvero utile per tutte e tutti. Invece si preferisce spingere il Paese verso un giudizio referendario opaco, divisivo e costoso, che rischia di semplificare eccessivamente un tema che meriterebbe un confronto più approfondito e responsabile nelle sedi istituzionali.

Nel frattempo, i problemi reali che molti cittadini e cittadine incontrano nell’accesso alla giustizia restano completamente irrisolti. I tempi dei processi, la carenza di risorse, le difficoltà strutturali del sistema giudiziario non vengono affrontati da questa riforma, che non interviene sulle cause concrete delle disfunzioni.

Così facendo, la modifica costituzionale finisce per indebolire la democrazia stessa, che è la condizione indispensabile per contenere le disuguaglianze e rimuovere gli ostacoli che i poteri forti possono erigere.

Solo in una democrazia solida e in equilibrio tra i suoi poteri è possibile garantire davvero il pieno sviluppo della persona umana e la tutela effettiva dei diritti di tutte e tuttiLa mia è un NO deciso e motivato. È un NO a una modifica che, usando la retorica del miglioramento dell’accesso alla giustizia, finisce in realtà per indebolire la magistratura nell’equilibrio con gli altri poteri della democrazia.

Questa proposta mortifica il Parlamento, il cui lavoro su una materia così complessa avrebbe potuto portare a un risultato davvero utile per tutte e tutti. Invece si preferisce spingere il Paese verso un giudizio referendario opaco, divisivo e costoso, che rischia di semplificare eccessivamente un tema che meriterebbe un confronto più approfondito e responsabile nelle sedi istituzionali.

Nel frattempo, i problemi reali che molti cittadini e cittadine incontrano nell’accesso alla giustizia restano completamente irrisolti. I tempi dei processi, la carenza di risorse, le difficoltà strutturali del sistema giudiziario non vengono affrontati da questa riforma, che non interviene sulle cause concrete delle disfunzioni.

Così facendo, la modifica costituzionale finisce per indebolire la democrazia stessa, che è la condizione indispensabile per contenere le disuguaglianze e rimuovere gli ostacoli che i poteri forti possono erigere.

Solo in una democrazia solida e in equilibrio tra i suoi poteri è possibile garantire davvero il pieno sviluppo della persona umana e la tutela effettiva dei diritti di tutte e tutti in una democrazia solida e in equilibrio tra i suoi poteri è possibile garantire davvero il pieno sviluppo della persona umana e la tutela effettiva dei diritti di tutte e tutti.
Manuela Palloni

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