C’è un’idea di sicurezza che puzza di ferro e paura: più armi, più spesa militare, più nemici da inventare. Ma la sicurezza vera non nasce dalle bombe, nasce dalle persone. Questa proposta di difesa civile non armata rompe il riflesso automatico della guerra e prova a costruire un’alternativa concreta: prevenire i conflitti, tenere insieme le comunità, investire nella pace invece che nella distruzione. Non è utopia, è politica. È scegliere di difendere la vita senza prepararsi a toglierla. La pace non è debolezza: è responsabilità condivisa
Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta
La proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta — promossa dalla Campagna “Un’altra difesa è possibile” (CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci) — muove da un presupposto costituzionale preciso: il dovere di difesa della Patria sancito dall’articolo 52 della Costituzione può essere adempiuto anche attraverso strumenti civili, come già riconosciuto dalla Corte costituzionale nel 1985. Gli articoli 2 e 11 della Costituzione – solidarietà e ripudio della guerra – disegnano un concetto di sicurezza fondato sulla protezione delle persone e delle istituzioni democratiche, non sulla forza militare. Il Dipartimento, collocato presso la Presidenza del Consiglio, andrà a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con protezione civile e servizio civile universale. Il finanziamento avverrà anche tramite un Fondo nazionale, alimentato dalla Legge di Bilancio e dalla facoltà dei contribuenti di destinare il 6 per mille dell’IRPEF senza oneri aggiuntivi.
In un momento in cui il dibattito pubblico europeo sembra aver capitolato all’equazione “più sicurezza = più armi” questa proposta afferma con chiarezza l’opposto: la vera sicurezza si costruisce con prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale.
Firma la legge per il Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta, promossa da CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci. Finanziamento trasparente e senza costi aggiuntivi.
💻 Firma con SPID o CIE 👉 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

Oltre la CROCE
UCCIDO IN NOME DI DIO
Non è Dio.
Siamo noi.
Chi bombarda città piene di bambini.
Chi firma ordini da una scrivania comoda.
Chi manda altri a morire…
non porta croce.
Scarica dolore. Impone violenza. Moltiplica morte.
E noi?
Noi dove siamo?
Troppo facile dire “i potenti”.
I potenti esistono perché milioni di coscienze tacciono, obbediscono, si voltano dall’altra parte.
Quante volte la storia si ripete?
Quante volte qualcuno dice:
“È per il bene!”
“È necessario!”
“È volontà di Dio!”
E dietro quelle parole?
Solo paura, interesse, dominio.
Se Dio è con le vittime, allora ogni guerra è bestemmia.
Ogni innocente ucciso è uno sguardo che ti trafigge l’anima.
Non basta indignarsi.
Non basta dire: “Che orrore!”
La vera domanda è crudele:
Io, oggi, sto scegliendo la vita… o sto accettando la violenza?
La distruzione nasce anche nei piccoli compromessi.
Nelle parole che giustificano.
Nel silenzio che copre.
La coscienza non è un posto comodo.
È un campo di battaglia.
Non possiamo fermare tutto il male.
Ma possiamo smmettere di collaborare con esso.
Manuela Palloni