di Manuela Palloni
Si vota NO perché la Costituzione non è proprietà di chi governa. È proprietà del popolo.
E il popolo ha il dovere di difenderla, soprattutto quando qualcuno prova a piegarla.
C’è un momento in cui il potere smette di ascoltare e comincia a pretendere.
È il momento più pericoloso. Perché è lì che la Costituzione diventa un ostacolo. Non una guida, ma un fastidio.
Oggi c’è chi vuole cambiarla con la leggerezza di chi cambia un regolamento condominiale. Ma la Costituzione non è un dettaglio tecnico. È il patto che impedisce a chi governa di diventare padrone.
La separazione dei poteri non è una formalità. È una barriera.
È ciò che impedisce che la politica metta le mani sulla giustizia quando la giustizia dà fastidio.
Quando un governo comincia a considerare i limiti come un intralcio, non sta riformando. Sta forzando.
E quando si forzano i limiti costituzionali, non si rafforza la democrazia. La si indebolisce.
Non si vota NO per conservare privilegi.
Si vota NO per difendere un principio semplice e non negoziabile: nessuno è sopra la Costituzione. Nessuno.
Il NO non è una paura del cambiamento.
È un atto di lucidità.
Perché i diritti conquistati non si consegnano a chi è ubriaco di potere.


IMPORTANTE
I #fuorisede possono votare nelle sede dove studiano registrandosi come rappresentanti di
lista. Chiedere alle sedi PD.