Si è svolta sabato 16 maggio la manifestazione pubblica “Basta aeroporti in città, vogliamo il Parco”, promossa per ribadire la contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze e per chiedere una diversa visione di sviluppo per la Piana fiorentina.
All’iniziativa hanno partecipato cittadini, associazioni, comitati e realtà territoriali impegnate nella tutela ambientale e nella difesa della salute pubblica, del paesaggio e della qualità della vita nei comuni della Piana. La manifestazione ha rappresentato un momento di mobilitazione e confronto sui temi della sostenibilità, della salvaguardia delle aree agricole e della necessità di realizzare pienamente il Parco della Piana come infrastruttura ambientale strategica per l’intera area metropolitana.
Nel corso dell’iniziativa sono state evidenziate le criticità ambientali e urbanistiche legate al progetto di ampliamento aeroportuale, con particolare attenzione al consumo di suolo, all’impatto sulla biodiversità, al rumore e alla qualità dell’aria. I promotori hanno inoltre sottolineato l’importanza di investire su modelli di mobilità più sostenibili e integrati, capaci di rispondere alle esigenze del territorio senza compromettere gli equilibri ambientali della Piana.
Alla manifestazione ha partecipato anche Alessandro Carmignani, segretario comunale del Partito Democratico di Campi Bisenzio. «La tutela della Piana fiorentina è una priorità ambientale e sociale che riguarda tutto il territorio metropolitano – ha dichiarato Carmignani –. Serve una visione capace di mettere al centro la salute dei cittadini, la qualità dell’ambiente e un modello di sviluppo realmente sostenibile».
«Il Parco della Piana – ha aggiunto – rappresenta una grande opportunità per costruire un equilibrio diverso tra infrastrutture, verde pubblico, agricoltura e vivibilità urbana. Continuare a consumare suolo e aumentare le pressioni ambientali in un’area già fortemente compromessa sarebbe un errore».
La manifestazione ha attraversato simbolicamente uno dei territori maggiormente interessati dalle trasformazioni infrastrutturali previste, rilanciando la richiesta di un futuro fondato sulla tutela del territorio, sul rafforzamento del verde pubblico e sulla valorizzazione delle funzioni ecologiche e agricole dell’area.


