Potete davvero restare a guardare mentre si mette mano alla nostra Costituzione?
C’è un momento in cui il silenzio diventa complicità. E questo è uno di quei momenti.
Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a votare al referendum. Ma prima di mettere una croce sulla scheda, c’è una domanda che dobbiamo farci: sappiamo davvero cosa sta succedendo alla nostra Carta?
Giovedì 26 febbraio, alle ore 21, al Circolo Arci Rinascita di Campi Bisenzio, il Comitato per il NO al Referendum organizza un incontro pubblico dal titolo “Attacco alla Costituzione. Perché votare NO”.
Non sarà una serata di slogan. Sarà una serata di contenuti, di confronto vero, di approfondimento.
Interverranno il Dott. Alessandro Nencini, il Prof. Paolo Caretti e l’Avv. Roberto Passini. A moderare l’incontro sarà l’Ing. Claudio Mazzoccoli, membro del regionale toscano del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.
Il problema è semplice e insieme enorme: quando si tocca la Costituzione senza un largo consenso, quando si interviene su equilibri delicati senza ascoltare davvero il Paese, si rischia di indebolire la democrazia.
La conseguenza la paghiamo tutti. Oggi. Domani. I nostri figli.
La soluzione è informarsi. Capire. Partecipare.
Perché la Costituzione non è un pezzo di carta. È la storia delle nostre libertà, dei nostri diritti, delle lotte che hanno costruito la Repubblica.
Noi abbiamo scelto di non voltare lo sguardo. Abbiamo scelto di dire NO a un cambiamento che riteniamo pericoloso.
Adesso tocca a voi.
Giovedì 26 febbraio, ore 21, Circolo Arci Rinascita di Campi Bisenzio
Intervenite numerosi. Portate una domanda, un dubbio, un amico. La democrazia vive solo se la difendiamo insieme.


Una domanda che il dibattito politico tenta di evitare: ha senso cambiare sette articoli della Costituzione per incidere su una percentuale infinitesimale di magistrati, lo 0,05%?
Ma la questione vera non è la percentuale. È la natura della scelta.
Non si tratta di una modifica tecnica. È una scelta costituzionale, politica e culturale.
Costituzionale, perché interviene sull’equilibrio dei poteri e sull’unità della magistratura, così come voluta dai Costituenti per garantire indipendenza da ogni pressione esterna.
Politica, perché ridefinisce il ruolo del pubblico ministero: parte di un ordine autonomo oppure figura separata, più esposta, direttamente o indirettamente, al peso dell’indirizzo politico.
Culturale, perché cambia l’idea stessa di giustizia: non più una funzione unitaria dello Stato che cerca la verità, ma un sistema sempre più simile a un campo contrapposto, dove l’equilibrio dipende dalla forza delle parti.
Per questo la domanda è inevitabile: si sta risolvendo un problema reale o si sta intervenendo sulla Costituzione per affermare un principio simbolico, destinato a spostare nel tempo il baricentro dei poteri?
Perché la Costituzione non si cambia mai per lo 0,05%.
Si cambia solo quando si decide di cambiare lo Stato
IMPORTANTE
I fuorisede possono votare nelle sede dove studiano registrandosi come rappresentanti di
lista. Devono mettersi in contatto con il comitato per il NO o con il partito, che indicherà all’ufficio elettorale del comune il suo nome per un determinato seggio.
-Per difendere la Costituzione Italiana;
-Per difendere la democrazia in Italia e nel mondo;
-Per difendere l’indipendenza e l’imparzialità dei Giudici;
Al referendum del 22 e 23 marzo 2026
MoVoterò NO !