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Oltre il fango, il PD di Campi Bisenzio rilancia la sfida della prevenzione contro il rischio alluvioni

Sabato 13 giugno, nell’ambito della Festa comunale dell’Unità del PD di Campi Bisenzio, si è tenuto l’incontro “Oltre il fango. Come difendere la Piana ed il nostro futuro”; nel quale si è parlato di crisi climatica e rischio idrogeologico, di cosa è stato fatto, di cosa si sta facendo e di come riuscire a garantire più sicurezza ai cittadini.

L’incontro è stato coordinato da Mirko Brogi, responsabile ambiente del Partito Democratico di Campi Bisenzio. Sono intervenuti  Bernardo Gozzini, direttore del LaMMA, Paolo Masetti, presidente del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, Annalisa Corrado, parlamentare europea e componente della Commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare, Bernard Dika, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana e Lorenzo Loiero, consigliere comunale Campi Bisenzio, già Assessore ai Lavori Pubblici.

Gozzini ha ben delineato il contesto in cui ci troviamo a vivere, la crisi climatica in atto è ormai una realtà con la quale dobbiamo fare i conti ogni giorno. Stiamo vivendo nei primi giorni di giugno la seconda ondata di calore anomala per il periodo. La Toscana, come documenta il Lamma, è interessata con sempre maggiore frequenza da eventi estremi (forti piogge concentrate su piccole porzioni di territorio ed in poche ore – come accaduto nel novembre 2023 a Campi Bisenzio -, ondate di calore, ecc.) i cui effetti sono potenzialmente devastanti. L’intero Mediterraneo costituisce un “hotspot” del cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature del mare favorisce questi avvenimenti, come è accaduto ad esempio di alcune zone dell’Emilia-Romagna interessate in due anni da quattro alluvioni. Le opere un tempo progettate per fronteggiare eventi che si prevedeva ripetersi ogni 100 o 200 anni, ora devono fronteggiare situazioni altrettanto, se non più rilevanti, nel giro di pochi anni. Il Lamma contribuisce in modo fondamentale al sistema di Allerta-Meteo della Regione Toscana che fornisce le previsioni meteorologiche e definisce i livelli di allerta (giallo, arancio, rosso) che costituiscono una preziosa risorsa per indicare ai cittadini quali comportamenti tenere in previsione di situazioni di rischio.

Masetti ha ricordato il ruolo del Consorzio che svolge ordinariamente in termini di manutenzione ordinaria del reticolo idraulico, che viene finanziato con il contributo che ogni proprietario di immobili nel territorio di competenza è tenuto a versare. Un ruolo fondamentale, al quale si accompagna quello di “braccio operativo” del Genio Civile per la realizzazione delle opere di “somma urgenza”, come quelle messe in campo ad esempio sugli argini della Marina e del Fosso Macinante dopo l’alluvione del 2023; interventi che devono essere finanziati con appositi fondi. Masetti ha quindi sottolineato che è indispensabile investire sulle opere “strutturali” per fronteggiare il rischio idrogeologico sempre più aggravato dalla crisi climatica. Ha anche sottolineato il ruolo positivo dei Comitati che si sono formati dopo gli alluvioni e che rappresentano una forma di partecipazione importante e che può dare un contributo importante anche al lavoro di enti come il Consorzio, per la loro funzione di “sentinelle sul territorio”. Nei decenni scorsi lo sviluppo economico e l’espansione edilizia ha caratterizzato i nostri territori producendo un consumo di suolo che ha aggravato i rischi idrogeologici. Oggi è necessario porre al primo piano la necessità di realizzare le opere strutturali per la prevenzione – previste ad esempio dal Piano Alluvioni dell’Autorità di Bacino – (come argini, casse di espansione, ecc.) al fine di attenuare il rischio per accadimenti che con sempre maggiore probabilità si ripeteranno. D’altra parte, dopo l’alluvione del 2023, si è evidenziato la necessità di opere per 352 milioni di euro, ma di risorse ne sono arrivate meno di un terzo. La questione dei fondi è basilare, occorrerebbe – ha sottolineato Masetti – un “patto politico” per stanziare stabilmente una quota del PIL per la prevenzione del rischio idrogeologico che nel nostro Paese deve fronteggiare un territorio fragile e continuamente interessato da eventi alluvionali e franosi.

La Corrado, in collegamento da Bruxelles ha sottolineato che la crisi climatica si deve affrontare con due tipi di azioni: la mitigazione, cioè la riduzione drastica delle emissioni di CO2 e l’adattamento, cioè l’insieme di tutte le misure che possono attenuare i rischi derivanti dagli effetti del cambiamento climatico. Sul primo versante ci troviamo a dover fare i conti con il Presidente USA, negazionista dichiarato, che in tutte le sue sciagurate mosse politiche è guidato dagli interessi fossili (Venezuela, Groenlandia, Iran). La Corrado ha quindi sottolineato come gli equilibri di potere mondiali fondati sui combustibili fossili possono essere ridimensionati solamente procedendo con decisione nel percorso di sostituzione di questi con le energie rinnovabili, ottenendo “polibenefici” in termini di riduzione delle emissioni climalteranti, di quelle inquinanti, di autonomia energetica, ecc. Tuttavia, anche a livello europeo il Green Deal, cioè il piano che puntava sulla decarbonizzazione, viene costantemente rimesso in discussione dal Partito Popolare europeo che guarda sempre più spesso verso le destre. E’ fondamentale che tutti i democratici e progressisti operino per arginare questa rovinosa deriva.

Anche Dika è intervenuto da remoto, ribadendo con forza che l’unica strada da percorrere è quella della realizzazione delle opere di prevenzione, che però richiedono ingenti finanziamenti. La Regione ha richiesto al Governo 1 miliardo di euro per questi interventi ed ha ricevuto 130 milioni. Occorre cambiare le priorità, magari spendendo meno risorse in nuovi armamenti e investendo appunto sulla prevenzione.

Loiero ha ricordato che Campi Bisenzio è uno dei soli tre comuni in Toscana interamente pianeggianti (insieme a Bientina e Viareggio), e questo le rende particolarmente esposto ai fenomeni alluvionali. Lo sviluppo edilizio è stato per molti anni l’asse centrale delle politiche, anche se già nel 1991 il nostro Comune è stato colpito dall’alluvione. Nel 2004 fu introdotto nel regolamento urbanistico il divieto di realizzare nuovi seminterrati, previsione rafforzata dalla legge regionale 41 del 2018. I piani strutturali che definiscono il futuro urbanistico delle nostre città devono ormai puntare con decisione sul riuso dell’edificato, evitando nuovo consumo di suolo. Il Bisenzio nel territorio campigiano ha le caratteristiche di un “fiume pensile”, cioè scorre al livello del piano di campagna e quindi sono indispensabili argini sopraelevati per contenerlo. Questo costituisce una fragilità ancora maggiore. Se il rischio zero non può esistere, però è indispensabile investire risorse adeguate per ridurre al massimo le situazioni di potenziale pericolo.

Nella seconda parte della mattinata, coordinati da Pierfrancesco Nesti (PIana notizie) si sono confrontati su questi temi Alessandro Carmignani (segretario comunale PD Campi Bisenzio), Paolo Della Giovampaola, AVS – Europa Verde e Fabio Cassataro, Movimento 5 Stelle. La prospettiva su cui si è riflettuto è quella di costruire una prospettiva nuova per Campi Bisenzio, attraverso il confronto ed il dialogo fra tutte le forze progressiste, nella consapevolezza che, pur partendo da posizioni diverse, sia possibile mettere a punto un programma di governo che metta al centro scelte coerenti con quanto emerso nella prima parte della mattinata, considerando le questioni ambientali come essenziali per uno sviluppo sostenibile del nostro territorio.

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