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La mafia teme più la scuola che la giustizia

“La mafia teme più la scuola che la giustizia.” Questa frase, attribuita ad Antonino Caponnetto, racchiude un’idea fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata: la giustizia è indispensabile per punire i colpevoli, ma da sola non basta a sradicare il fenomeno mafioso.

Caponnetto, che guidò il celebre pool antimafia di Palermo insieme a magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, comprese che la mafia non è solo un’organizzazione criminale, ma anche una cultura radicata nel territorio. Per questo, dopo anni di impegno nella magistratura, dedicò molta della sua vita agli incontri con studenti e insegnanti, convinto che l’educazione fosse la vera arma decisiva.

Il significato della sua frase è chiaro: la scuola ha il compito di formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e rifiutare la mentalità mafiosa. Una società istruita, che conosce i propri diritti e i propri doveri, è molto più difficile da controllare e intimidire. In questo senso, la scuola diventa un presidio di libertà e di legalità.

La giustizia interviene quando il reato è già avvenuto, mentre l’educazione agisce prima, prevenendo la nascita stessa di comportamenti illegali. Per questo Caponnetto sottolineava l’importanza della cultura come strumento di cambiamento profondo e duraturo.

Manuela Palloni

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