Nel video Elly Schlein interviene sul referendum sulla giustizia, spiegando le ragioni per cui il Partito Democratico invita a votare No alla riforma proposta.
Secondo Schlein, la modifica costituzionale non affronta i veri problemi della giustizia italiana – come i tempi dei processi, la carenza di personale e le difficoltà di accesso per cittadini e imprese – e rischia invece di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. La separazione e l’autonomia della magistratura, pilastri della Costituzione, devono essere rafforzate attraverso riforme efficaci e condivise, non indebolite.
Per la segretaria del PD, la giustizia va migliorata con interventi concreti che rendano il sistema più rapido, efficiente e vicino ai cittadini, senza mettere in discussione i principi fondamentali dello Stato di diritto.
Nel video le ragioni di questa posizione e l’invito a partecipare al voto con consapevolezza.

Ma davvero questa riforma permette a chi governa di controllare la magistratura e cacciare chi osa indagare sulle loro malefatte?
Vediamo cosa direbbe il nuovo articolo 105 della Costituzione se vincesse il sì.
”La giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, è attribuita all’Alta Corte disciplinare.” “La legge determina gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell’Alta Corte” “Contro le sentenze emesse dall’Alta Corte in prima istanza è ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte”
Quindi ci sarebbe un nuovo organo, nei cui collegi giudicanti la maggioranza può essere politica, che può emettere sentenze contro i magistrati, contro le quali non si può far ricorso ad altri organi, anche se fossero palesemente ingiuste.
Ecco perché chi ha scritto quell’articolo afferma che “se vince il sì ci togliamo di mezzo la magistratura” ed ecco perché tutte le persone dovrebbero, per una volta, smettere di ragionare da tifosi e, indipendentemente dalle loro idee politiche, andare in massa a votare NO