«Partiamo da ciò che ci unisce» è questa la sintesi che il Partito democratico di Campi Bisenzio fa al termine dell’incontro “Il cantiere dell’alternativa” avvenuto ieri alla Festa de l’Unità.
A confrontarsi sul futuro del campo largo, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno e delle amministrative del 2028, sono stati il segretario del Pd campigiano Alessandro Carmignani, il consigliere comunale del Movimento cinque stelle Ernesto D’Agati, il portavoce di Europa Verde Paolo Della Giovanpaola e il segretario di Sinistra italiana Andrea Morreale.
«È stata un’iniziativa molto partecipata che ha riunito il mondo del centrosinistra» fa il punto Carmignani dopo il dibattito. «Il campo progressista – spiega il segretario – deve iniziare a discutere partendo dai temi su cui siamo d’accordo. A parlare ci sono già il referendum sul lavoro e quello sulla giustizia che ci hanno visto lavorare insieme. Ma penso anche a temi come quello dell’equità fiscale e la sicurezza dei cittadini che sono emersi durante il confronto».
Temi che guardano al nazionale, ma il confronto è aperto anche sulle questioni che riguardano il territorio. «Sul locale – prosegue – ci sono quattro temi per me centrali su cui potremmo lavorare: il rischio idraulico, la riqualificazione del centro storico, la mobilità e l’innovazione energetica, quattro temi nevralgici per Campi su cui potremo cominciare a discutere e portare soluzioni per la nostra comunità.
Le differenze ci sono nell’approccio al campo largo, lo abbiamo visto anche ieri, c’è chi fa riferimenti al passato e chi dice oggi siamo nel 2026 guardiamo al 2040. È importante iniziare a lavorare sui temi, dalle prossime settimane dovremmo iniziare a trovarci per mettere in piedi dei tavoli di discussione. Questo non deve essere qualcosa che dilaziona la discussione, ma che la rende concreta e l’unico modo per smussare gli angoli, anche personali, è parlare delle cose da fare».
“Dobbiamo lavorare insieme per creare un progetto politico nuovo che abbia come basi i grandi temi nazionali, tra i quali la condanna di tutte le guerre, la questione del disarmo, la difesa del lavoro, la redistribuzione del reddito, un sistema sanitario efficiente, il tema dei diritti e delle disuguaglianze e che tenga insieme anche questioni più locali di visione della nostra città per i prossimi 10/15 anni. È un progetto ambizioso ma sono convinto che la volontà e la perseveranza possano davvero fare la differenza.”

Alternativa per battere la Destra: lavoro, democrazia e giustizia sociale
Per battere la destra non basta costruire alleanze elettorali. Occorre costruire un’alternativa credibile, popolare e radicata nei bisogni reali delle persone. Un’alternativa che rimetta al centro il lavoro, i diritti sociali, la partecipazione democratica e la solidarietà.
L’antifascismo non è soltanto memoria storica. È una pratica quotidiana di democrazia, uguaglianza e partecipazione. Significa difendere la dignità delle persone, il valore del lavoro e il principio che nessuno debba essere lasciato indietro.
Come insegnava Antonio Gramsci, la politica deve essere costruzione collettiva, coscienza critica e partecipazione popolare. Per questo crediamo che le grandi scelte che riguardano il territorio debbano essere discusse apertamente, con il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni, dei sindacati e delle realtà sociali.
Siamo contrari alla realizzazione di CPR sul nostro territorio. I diritti umani e la dignità delle persone non possono essere compressi attraverso strumenti che producono esclusione e marginalità. Rifiutiamo una politica che alimenta la paura e individua nei più deboli un capro espiatorio.
Siamo contrari alle politiche di deportazione e di respingimento che negano la dignità delle persone migranti. Al contrario, sosteniamo un modello di accoglienza diffusa, fondato sull’inclusione, sulla responsabilità delle istituzioni e sulla convivenza tra le diverse comunità.
Vogliamo una società aperta e solidale, che combatta ogni forma di razzismo, xenofobia e discriminazione.
Se saranno avviati cantieri e opere pubbliche, dovranno essere accompagnati dal massimo livello di trasparenza e controllo democratico. I cittadini devono poter conoscere, verificare e partecipare alle scelte che trasformano il territorio.
Chiederemo verifiche rigorose sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nessuna opera può valere più della vita di una lavoratrice o di un lavoratore.
Gli appalti pubblici dovranno garantire contratti regolari, salari dignitosi, tutela dei diritti e contrasto alla precarietà. Le risorse pubbliche devono creare buona occupazione e sviluppo sostenibile.
Allo stesso tempo, dovranno essere rafforzati tutti gli strumenti di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle imprese appaltatrici e nelle attività collegate alle opere pubbliche. Legalità e trasparenza devono essere principi non negoziabili.
Difendere la Costituzione significa difendere il lavoro, la scuola pubblica, la sanità pubblica, l’ambiente, la pace e i diritti sociali. Significa costruire un Comune che non si pieghi alla cultura dell’odio e dell’esclusione, ma investa nella coesione sociale e nel bene comune.
Questa è l’alternativa che proponiamo per battere la destra: una comunità antifascista, democratica, ecologista e solidale, capace di unire giustizia sociale, partecipazione popolare e speranza per il futuro.