Fa tappa a Campi Bisenzio il progetto di educazione ambientale “Liberi dai rifiuti”, promosso da Unicoop Firenze in collaborazione con Legambiente, le sezioni soci Coop e le amministrazioni locali. L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, coinvolge nel mese di aprile nove appuntamenti in sei province toscane, con oltre 800 studenti partecipanti.
Nel Giardino di via Lorca, gli alunni della scuola secondaria di primo grado G. Garibaldi hanno preso parte a un’attività concreta di raccolta dei rifiuti abbandonati, seguita da un’analisi dei materiali recuperati e da una riflessione sull’impatto ambientale. Un’esperienza di citizen science che permette ai ragazzi di comprendere direttamente le conseguenze della dispersione dei rifiuti negli ecosistemi.

All’iniziativa hanno partecipato la vicesindaca Federica Petti, Franca Frati (presidente della sezione soci Coop di Campi Bisenzio) e i referenti di Legambiente, sottolineando il valore educativo e civico del progetto. «Prendersi cura dell’ambiente e degli spazi cittadini è una buona pratica fondamentale – ha dichiarato Petti – che rende i più giovani ambasciatori di comportamenti sostenibili anche nelle famiglie».
Il progetto punta a sviluppare consapevolezza ambientale attraverso attività pratiche e momenti di confronto sul corretto smaltimento dei rifiuti. Tra i dati condivisi con gli studenti, anche i tempi di degradazione: pochi mesi per la carta, fino a oltre 1.000 anni per il vetro, passando per decenni o secoli per plastica e metalli.
«Queste giornate – ha spiegato Tommaso Perrulli di Unicoop Firenze – aiutano a costruire una visione più consapevole sulle sfide ambientali e sul cambiamento climatico». Un concetto ribadito anche da Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, che ha evidenziato la crescente sensibilità delle nuove generazioni verso la sostenibilità.
Il percorso educativo alterna attività in classe e uscite sul territorio, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza in azione concreta. Un impegno che negli anni ha coinvolto migliaia di studenti e volontari, contribuendo non solo alla pulizia di parchi e spazi urbani, ma anche alla diffusione di una cultura ambientale più responsabile.
Nel 2026 il progetto proseguirà in diverse località toscane, tra cui Montemurlo, Scandicci, Certaldo e Massarosa, confermando un modello di educazione ambientale partecipata che mette al centro i giovani e il loro ruolo nel futuro del territorio.
