Nell’intervista al Giornale del Bisenzio, il segretario del PD indica le condizioni per riaprire il confronto politico e presenta le proposte per la città: tramvia, scuola superiore, verde, sicurezza idraulica e spazi per lo sport.
Il confronto nel centrosinistra deve ripartire da un segnale politico chiaro, a cominciare dalla presidenza del Consiglio comunale, e dalla costruzione di un progetto condiviso per Campi Bisenzio. È la posizione espressa dal segretario del PD Alessandro Carmignani nell’intervista pubblicata dal Giornale del Bisenzio il 9 ottobre. Una riflessione che intreccia il giudizio sull’amministrazione Tagliaferri, le prospettive delle elezioni comunali del 2028 e il percorso di partecipazione avviato con “Futura”.
«Noi riteniamo che questo non sia più il tempo delle ambiguità», afferma Carmignani, chiedendo di prendere le distanze da chi si è candidato per rappresentare Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. La questione della presidenza del Consiglio assume quindi un significato politico preciso: rendere riconoscibile e coerente la collocazione delle forze che intendono ricostruire un’alleanza progressista.
Per il segretario democratico, prima della scelta del candidato sindaco e delle modalità per individuarlo occorre costruire un’intesa solida sulle idee e sui programmi. Solo successivamente si dovrà discutere di chi possa rappresentare meglio quel progetto.
Il giudizio sull’amministrazione comunale resta critico. Carmignani denuncia una carenza di visione, soprattutto nella capacità di affrontare progetti di respiro metropolitano, e indica tre questioni sulle quali, secondo il PD, mancano risposte adeguate: la mobilità, con la perdita dei fondi della tramvia; la sicurezza dei cittadini e l’attenzione alle periferie, a partire da Sant’Angelo e San Donnino; le difficoltà del centro cittadino. Allo stesso tempo riconosce positivamente la prosecuzione di interventi pensati, e in alcuni casi finanziati, dalla precedente amministrazione, come il polo culturale di Villa Rucellai e il restauro del Palazzo Pretorio: «I buoni progetti non hanno per forza un colore».
In questo quadro si inserisce “Futura”, concepita come uno spazio aperto per condividere idee, far nascere proposte e alimentare nel tempo un confronto sulla Campi Bisenzio del 2035. L’obiettivo è anche conoscere esperienze innovative realizzate in altre città e capire quali soluzioni possano essere adattate alla realtà campigiana. Rispetto alla presa di distanza di Sinistra Italiana dall’iniziativa, Carmignani auspica un confronto e un chiarimento tra Sinistra Italiana ed Europa Verde.
La partecipazione dei cittadini è il punto di partenza del percorso verso il 2028. Per il PD, costruire una proposta vicina ai bisogni della comunità richiede ascolto, confronto e tempo: da qui la scelta di iniziare già adesso.
Le prime idee delineano una città capace di offrire opportunità soprattutto alle giovani generazioni: una nuova scuola superiore collegata al polo culturale di Villa Rucellai e al polo scientifico di Sesto Fiorentino, più spazi verdi attrezzati e una mobilità moderna, ecologica e puntuale, a partire dalla tramvia. Una città nella quale studiare, vivere, incontrarsi e costruire il proprio futuro, con servizi capaci di rispondere anche ai bisogni delle persone anziane.
Tra le priorità figurano inoltre la sicurezza idraulica, con la realizzazione delle due aree di laminazione previste nei progetti regionali, un nuovo Palazzetto dello Sport e interventi di decementificazione, già oggetto di una mozione presentata dal PD in Consiglio comunale.
Sono proposte da sviluppare insieme alle altre forze del centrosinistra e alla cittadinanza. Il messaggio di Carmignani è chiaro: ricostruire un’alleanza richiede coerenza politica, ma anche la capacità di dare forma a una prospettiva concreta per il futuro di Campi Bisenzio.


Fonte: intervista di Francesco Amistà ad Alessandro Carmignani, Giornale del Bisenzio, 9 ottobre 2026, pagine 14–15.
