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25 aprile, polemiche su La Russa e tagli alla memoria: la posizione del Pd

A pochi giorni dal 25 aprile si intensifica lo scontro politico dopo le dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa e i tagli ai fondi destinati ai luoghi simbolo della memoria della Resistenza.

Le affermazioni di La Russa, che ha parlato di “pacificazione” ricordando sia i partigiani sia i caduti della Repubblica sociale italiana, vengono respinte con forza dal Partito democratico.

Per il deputato Federico Fornaro si tratta di dichiarazioni “gravi e inaccettabili”: non esiste alcuna pacificazione possibile che passi attraverso l’equiparazione tra chi ha combattuto per la libertà e chi ha sostenuto il regime fascista e il nazismo.

Sulla stessa linea Sandro Ruotolo, responsabile Memoria nella segreteria dem, che ribadisce un punto politico netto: il 25 aprile non è una ricorrenza neutra, ma il giorno della sconfitta del nazifascismo e il fondamento della Repubblica e della Costituzione.

Anche Dario Parrini parla di ambiguità inaccettabile per una delle più alte cariche dello Stato, sottolineando che il 25 aprile è la festa dell’antifascismo e dei valori costituzionali

Tagli ai fondi: “colpita la memoria della Resistenza”

Il Partito democratico è in prima linea anche nella denuncia dei tagli ai contributi per i luoghi della memoria. Il deputato Andrea De Maria ha presentato un’interrogazione parlamentare, parlando di riduzioni “inaccettabili” che mettono a rischio attività già programmate.

I tagli riguardano realtà simboliche come Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e altri luoghi segnati dalle stragi nazifasciste, con una riduzione dei contributi che scende a circa 364mila euro per ente, rispetto ai livelli precedenti.

Secondo i dem si tratta di una scelta politica sbagliata, che colpisce chi lavora per mantenere viva la memoria storica del Paese. La critica è netta: la memoria della Resistenza non può essere trattata come una voce di bilancio qualsiasi.

Una linea chiara

La posizione del Partito democratico è dunque esplicita su entrambi i fronti:

  • nessuna equiparazione tra Resistenza e Repubblica sociale
  • difesa dei valori antifascisti alla base della Repubblica
  • stop ai tagli ai luoghi della memoria

Un messaggio politico che, alla vigilia del 25 aprile, punta a ribadire il ruolo centrale della memoria storica nella vita democratica del Paese.


Il testo dell’interrogazione di Emiliano Fossi e altri parlamentari Pd

Al Ministro della Cultura; per sapere, premesso che:

con il cosiddetto decreto carburanti di marzo (Decreto Legge numero 33 del 2026) il governo ha disposto la riduzione temporanea delle accise sui carburanti, individuando la relativa copertura finanziaria attraverso tagli lineari agli stanziamenti dei Ministeri;

tali tagli sono stati operati senza trasparenza circa le specifiche voci di bilancio interessate, configurando un intervento che colpisce indistintamente settori strategici, tra cui quello culturale;

tra le realtà colpite risulterebbe anche il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, istituito con Legge numero 31 del 2000 per promuovere la memoria storica, la cultura della pace e i valori fondanti della Repubblica;

secondo quanto comunicato al Comune di Stazzema, il finanziamento statale annuo destinato al Parco sarebbe stato ridotto da 500.000 euro a circa 360.000 euro, con una decurtazione di circa 140.000 euro, senza alcuna motivazione esplicita;

Sant’Anna di Stazzema rappresenta uno dei luoghi più simbolici della memoria della Resistenza e delle stragi nazifasciste, teatro dell’eccidio del 12 agosto 1944, in cui furono massacrate 560 persone, tra cui moltissimi bambini, da parte delle truppe naziste con la collaborazione dei fascisti;

il Parco nazionale della Pace svolge una funzione essenziale non solo di conservazione della memoria, ma anche di educazione civica delle giovani generazioni ai valori dell’antifascismo, della democrazia e della Costituzione;

la riduzione delle risorse destinate a tale istituzione rischia di compromettere gravemente attività educative, culturali e commemorative, indebolendo uno dei presìdi fondamentali della memoria della Resistenza nel nostro paese;

tale scelta appare tanto più grave alla luce della reiterata assenza di rappresentanti del Governo alle principali celebrazioni istituzionali del 25 aprile e dell’anniversario della strage del 12 agosto, configurando, a giudizio degli interroganti, un segnale politico preoccupante di disattenzione verso la memoria antifascista;

l’utilizzo di tagli alla cultura, e in particolare ai luoghi simbolo delle stragi nazifasciste, come strumento di copertura finanziaria per altri interventi, rappresenta una scelta che colpisce direttamente la trasmissione della memoria storica e i valori su cui si fonda la Repubblica.

Se il Ministro confermi e tagli e se intenda adottare iniziative urgenti per ripristinare integralmente le risorse previste dalla legge vigente per il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema;

se ritenga coerente con il dovere di tutela della memoria della Resistenza e delle stragi nazifasciste incidere su un luogo simbolo come Sant’Anna di Stazzema;

quali misure intenda assumere affinché i luoghi della memoria della Resistenza e dell’antifascismo siano tutelati e sostenuti come priorità nazionale e non siano più oggetto di riduzioni di bilancio.

Fossi, Simiani, Bonafè, Gianassi, Scotto, Furfaro, Boldrini, Di Sanzo

2 thoughts on “25 aprile, polemiche su La Russa e tagli alla memoria: la posizione del Pd

  1. Va bene continuate così i fascisti al governo voglio tagliare la memoria è una zavorra per loro e se ne vogliono alleggerire.

  2. I partigiani: voce di libertà tra le montagne

    Sulle montagne accese di silenzio
    salimmo stanchi di parole e guerra,
    non per la gloria, né per patria vana,
    ma per riavere il corpo, il fiato, il nome.

    Ci tolsero la terra e il suo respiro,
    ci vollero piegati, ombre obbedienti,
    ma noi cercammo un varco nella notte,
    e nel gelo imparò voce la speranza.

    Sparò la mano giovane alla paura,
    non per odio, ma per restare vivi,
    e il sangue fu radice di un mattino
    che ancora oggi trema nelle strade.

    Non fateci monumenti di pietra,
    non ci vestite di retoriche vuote:
    noi siamo vento libero che passa
    dove la dignità non ha padrone.

    Ricordate i vivi, non solo i morti,
    che la libertà non dorma mai più in catene.

    Manuela Palloni

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