Morte di Adil Belakhdim, “Non si può morire per manifestare il proprio diritto al lavoro”

“Non si può morire per manifestare il proprio diritto al lavoro”. Così il deputato piemontese del Pd Enrico Borghi, componente della segreteria nazionale del partito commenta la morte di Adil Belakhdim, sindacalista a Biandrate (Novara) . “La libertà sindacale – aggiunge – è una delle grandi conquiste della nostra Repubblica, e questo fatto atroce deve richiamarci tutti al profondo rispetto dei valori fondamentali della nostra convivenza, con il diritto alla vita e al lavoro avanti a tutto. Ai familiari di Adil – conclude Borghi – al suo sindacato, ai suoi compagni di lavoro e di impegno va tutto il nostro cordoglio, la nostra vicinanza e il nostro pensiero commosso”.

Sulla vicenda si esprime anche il vicesegretario del PD Giuseppe Provenzano: “Un lavoratore non può morire così. Lo Stato deve garantire il diritto a manifestare e punire questi atti criminali. La politica deve risolvere le contraddizioni sociali esplose nella logistica, fermando guerre tra lavoratori – e continua – La politica deve risolvere le contraddizioni sociali esplose nella logistica, fermando guerre tra lavoratori. Per questo oggi, con il Partito democratico, saremo a Tavazzano”.

“Provo davvero profondo dolore per la morte del sindacalista Adil Belakhdim. Non si può morire così, manifestando per i propri diritti costituzionalmente garantiti. A nome del gruppo deputati PD esprimo ai familiari e ai colleghi di Adil il nostro più sincero cordoglio”. Scrive su twitter la capogruppo PD alla Camera, Debora Serracchiani.

“Non si puo’ morire mentre si sciopera. Un abbraccio ai colleghi, alla famiglia, agli amici del sindacalista Adil Belakhdim e degli altri due manifestanti feriti. Si indaghi a fondo sulla vicenda”, scrive sempre su Twitter Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico, in merito all’uccisione del sindacalista dei Si Cobas davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate.

Per Chiara Gribaudo, “Nel settore della logistica sta prevalendo una linea violenta illegale che nega tutti i diritti dei lavoratori, mettendoli anche gli uni contro gli altri. Basta, l’assassinio del sindacalista a Novara come le bastonate sui facchini a Lodi devono essere puniti e la mancanza di tutele deve essere affrontata. E’ inaccettabile morire o essere picchiati davanti ai cancelli per i propri diritti, nel 2021 come nell’800. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia della vittima e ai suoi compagni”.

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